L’Italia ha assunto l’impegno di allargare entro il 2010 la quota di energia elettrica generata da fonti rinnovabili sul totale di energia consumata al 22%; inoltre, sempre entro il 2010, l’obiettivo è coprire il 12% di tutti i fabbisogni energetici con energia alternativa. Inoltre, entro il 2020, bisogna arrivare a soddisfare con le rinnovabili quel 17% del fabbisogno di energia primaria come da impegni presi con l’UE.
La crisi economica sta aiutando a raggiungere questo obiettivo grazie ai ridotti consumi, ma in realtà la strada è ancora tutta in salita. Infatti nell’ultimo decennio la percentuale di energia elettrica prodotta da sorgenti alterative nel nostro paese ha subito una complessiva diminuzione ed ha registrato il suo minimo nel corso del 2007. In Italia ci si è affidati per lungo tempo alla produzione di energia elettrica da centrali idroelettriche, ma l’impossibilità di costruire nuove centrali di questo tipo ha portato, con l’aumento del fabbisogno energetico nazionale, al totale cambiamento dell’impatto dell’energia idroelettrica sul panorama energetico nazionale. La produzione di energia da fonti rinnovabili si è mantenuta abbastanza costante. Osservando nello specifico le diverse fonti si registra un aumento sensibile dell’energia eolica, solare e di quella prodotta a partire da biomasse e rifiuti.