Secondo la normativa europea, gli Stati membri devono ammodernare i loro piani di gestione dei rifiuti, predisponendo specifici programmi di prevenzione da porre in essere nel giro di 3 anni (entro la fine del 2013) e riciclino il 50% dei rifiuti urbani e il 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione entro il 2020.
In Italia ogni persona butta quasi 150 kg di cibo l’anno, dato simile a quello degli altri stati della UE. I rifiuti, che sono in costante aumento nei Paesi dell’U.E.: per questo motivo la Commissione europea è preoccupata sulla gestione dei rifiuti ed ha deciso che è necessario vietare i dannosi processi di smaltimento in discarica, promuovere di più il riciclaggio e di sensibilizzare i cittadini.
Il commissario UE per l’ambiente, Janez Potočnik, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, soffermandosi sul ruolo cruciale svolto dal l riciclaggio: “Ogni cellulare contiene oro, platino, palladio e rame: tutte risorse rare in Europa. Non si tratta di rifiuti da interrare o incenerire, ma di risorse che dovremmo rispettare, anche perché il riciclaggio è un’attività che crea posti di lavoro“.
Da alcuni rifiuti è possibile estrarre materie prime, che costituiscono dunque una risorsa preziosa per lo sviluppo. Inoltre, attraverso le politiche di riciclaggio si possono creare nuovi posti di lavoro: 500.000 posti nell’U.E. secondo accurate stime.
A partire dal 2012 saranno adottate misure concrete per creare una società europea fondata sull’ impiego efficiente delle risorse sul riciclaggio.
